La Sindrome da Fatica Cronica (CFS, dall’inglese Chronic Fatigue Syndrome) è un disturbo complesso, conosciuto come encefalomielite mialgica, che compromette significativamente la qualità della vita e limita le attività quotidiane di chi ne soffre, caratterizzato da affaticamento persistente e a volte debilitante, che peggiora con l’attività fisica o mentale e non migliora con il riposo.

La CFS può includere una vasta gamma di sintomi come dolore muscolare, difficoltà cognitive, disturbi del sonno, ipersensibilità a stimoli fisici e mentali, con ripercussioni anche a livello psicologico, che possono portare all’ isolamento sociale e depressione di chi ne soffre.
Si stima che la CFS colpisca circa l’1% della popolazione mondiale, con una maggiore prevalenza tra le donne e in età compresa tra i 20 e i 50 anni, ma in realtà è una malattia difficile da diagnosticare, per cui i numeri possono essere diversi.
In particolare la CFS da un senso di profondo affaticamento, dolori muscolari e articolari, generalizzati o localizzati, ridotta tolleranza all’esercizio fisico, difficoltà ad addormentarsi e sensazione di non aver riposato a sufficienza e, non ultimi, disturbi cognitivi.

In termini posturali l’affaticamento e la debolezza muscolare associati alla CFS rendono difficile per il paziente mantenere una posizione corretta, specialmente durante attività prolungate, portando a un progressivo disallineamento posturale e a compensazioni muscolari, che possono nel tempo produrre dolori cronici alla colonna ed alle articolazioni; anche stabilità ed equilibrio si riducono con relativo rischio di cadute.
In quest’ottica è fondamentale riequilibrare dal punto di vista posturale, con esercizi specifici a bassa intensità, anche propriocettivi, respiratori e di stimolo neurologico, che permettano di potenziare la muscolatura stabilizzatrice del corpo (il “core”).
Anche l’allungamento muscolare, per ridurre la rigidità muscolare e favorire la flessibilità, rappresenta, insieme alle tecniche di rilassamento, un valido intervento su persone con CFS.
Si pensa che la CFS possa essere legata a infezioni virali, disfunzioni immunitarie e alterazioni del sistema nervoso centrale, ma le vere cause della malattia non sono ancora ben conosciute.
La CFS è stata anche associata a disfunzioni del sistema nervoso autonomo, che regola le funzioni involontarie dell’organismo, rendendo il corpo meno capace di rispondere adeguatamente agli stimoli ed agli stress.

Un adeguato programma di attività fisica a bassa intensità, dunque, un’integrazione nutrizionale con vitamine e minerali, tecniche di igiene del sonno, l’utilizzo di accorgimenti pratici per il controllo posturale (sedili ergonomici, supporti per la schiena) ed un supporto psicologico, possono contribuire a ridurre il dolore muscolo-scheletrico e sono, ad oggi, gli interventi terapeutici utilizzati, in quanto non esiste una vera e propria cura.
I pazienti con CFS possono trarre beneficio anche dall’uso di sedie ergonomiche e supporti per la schiena, che riducono lo sforzo muscolare richiesto per mantenere una posizione corretta. È consigliabile adottare accorgimenti come mantenere una postura rilassata durante il lavoro e le attività quotidiane, fare pause frequenti e variare spesso posizione, per evitare l’accumulo di tensioni muscolari.


